Friday, November 25, 2005

Occhi che ridono

Universo in due soli è il tuo volto,
nasce dal tuo sorriso l’aurora,
ogni cosa delle tue scintille s’irrora,
ogni cosa è implorante del raccolto
della tua luce e tutto sfiora,
ogni cosa nei tuoi occhi bramando avvia
la redenzione del cosmo sconvolto,
allora nasce la magia,
allora il buio si è sciolto.

Scoppia torrenziale l’allegria
di sentire illuminato il mondo
e il malinconico iracondo
si china all’idolatria
del tuo fuoco, non nascondo:
sfiderei l’inferno,
annienterei eresia,
farei tremare l’averno,
indicibile pazzia.

Ma... nuvole? In pieno giorno?
Perché si appannano gli astri?
Perché bagnano diamanti cilestri
le tue guance in bacio piorno?
Lacrime in alabastri
che ripetono la menzogna,
ti dicono lo scherno
che hai sperperato la tua vigna
gettando tutto all’esterno.


Ma... il seminatore in campagna
resta sempre a mani vuote
buttando tesori in vie ignote:
spini, cammino, terra e montagna,
così spreca la sua dote
nella speranza più accanita
della quale vive e sogna
che la sua morte sia vita
nel sangue sparso, anche sulla carogna.

Lille

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