Amore impotente.
Per amare si deve saper amare
essendo incapace di guarire chi si ama,
essendo impotente, il cuore brama,
tramonta l'anima nel suo adombrare.
Perfino Dio non può entrare
se colui che cerca e chiama
i germogli di sé dirama
invito divino che vuole affiorare
Di che hai paura?
dolce bambina,
la verità è sempre cristallina,
libera il tuo cuore dalla clausura!!!
Non devi rinunciare all'avventura
mia piccola regina,
di guardare la tua faccia più genuina,
d’inebriare l’aria nella tua fioritura!!!
Mi hai fatto male!!!
le tue labbra si lagnano,
hai voluto entrare nel mio scrigno arcano
da brigante, da canaglia brutale!!!
Perdonami, devo essere leale,
di ciò che vedo non sono capitano
non piangere, non posso mentirti, è in vano
questa è la mia condanna abissale.
Questa é la mia infausta sentenza,
andare solo nella vita,
trascinando la pena infinita,
d’amare schiacciato dalla impotenza
di nutrire chi amo nella sapienza,
della distruzione più accanita
di ogni egoismo, partorendo uscita
dal bestiale inferno dell’autocoscienza.
Ma, forse tale è il tuo destino
dottoressa, musa e redentrice
piagata bimba che guarisce
offrendo il cuore nel vespertino
olocausto dell’Io, generoso vino
stordente calice
balsamo soave, nuova Beatrice
del mio Dante mendicante e peregrino.
Lille
essendo incapace di guarire chi si ama,
essendo impotente, il cuore brama,
tramonta l'anima nel suo adombrare.
Perfino Dio non può entrare
se colui che cerca e chiama
i germogli di sé dirama
invito divino che vuole affiorare
Di che hai paura?
dolce bambina,
la verità è sempre cristallina,
libera il tuo cuore dalla clausura!!!
Non devi rinunciare all'avventura
mia piccola regina,
di guardare la tua faccia più genuina,
d’inebriare l’aria nella tua fioritura!!!
Mi hai fatto male!!!
le tue labbra si lagnano,
hai voluto entrare nel mio scrigno arcano
da brigante, da canaglia brutale!!!
Perdonami, devo essere leale,
di ciò che vedo non sono capitano
non piangere, non posso mentirti, è in vano
questa è la mia condanna abissale.
Questa é la mia infausta sentenza,
andare solo nella vita,
trascinando la pena infinita,
d’amare schiacciato dalla impotenza
di nutrire chi amo nella sapienza,
della distruzione più accanita
di ogni egoismo, partorendo uscita
dal bestiale inferno dell’autocoscienza.
Ma, forse tale è il tuo destino
dottoressa, musa e redentrice
piagata bimba che guarisce
offrendo il cuore nel vespertino
olocausto dell’Io, generoso vino
stordente calice
balsamo soave, nuova Beatrice
del mio Dante mendicante e peregrino.
Lille
