Friday, November 25, 2005

Amore impotente.

Per amare si deve saper amare
essendo incapace di guarire chi si ama,
essendo impotente, il cuore brama,
tramonta l'anima nel suo adombrare.

Perfino Dio non può entrare
se colui che cerca e chiama
i germogli di sé dirama
invito divino che vuole affiorare

Di che hai paura?
dolce bambina,
la verità è sempre cristallina,
libera il tuo cuore dalla clausura!!!

Non devi rinunciare all'avventura
mia piccola regina,
di guardare la tua faccia più genuina,
d’inebriare l’aria nella tua fioritura!!!

Mi hai fatto male!!!
le tue labbra si lagnano,
hai voluto entrare nel mio scrigno arcano
da brigante, da canaglia brutale!!!

Perdonami, devo essere leale,
di ciò che vedo non sono capitano
non piangere, non posso mentirti, è in vano
questa è la mia condanna abissale.

Questa é la mia infausta sentenza,
andare solo nella vita,
trascinando la pena infinita,
d’amare schiacciato dalla impotenza
di nutrire chi amo nella sapienza,
della distruzione più accanita
di ogni egoismo, partorendo uscita
dal bestiale inferno dell’autocoscienza.

Ma, forse tale è il tuo destino
dottoressa, musa e redentrice
piagata bimba che guarisce
offrendo il cuore nel vespertino
olocausto dell’Io, generoso vino
stordente calice
balsamo soave, nuova Beatrice
del mio Dante mendicante e peregrino.

Lille

Occhi che ridono

Universo in due soli è il tuo volto,
nasce dal tuo sorriso l’aurora,
ogni cosa delle tue scintille s’irrora,
ogni cosa è implorante del raccolto
della tua luce e tutto sfiora,
ogni cosa nei tuoi occhi bramando avvia
la redenzione del cosmo sconvolto,
allora nasce la magia,
allora il buio si è sciolto.

Scoppia torrenziale l’allegria
di sentire illuminato il mondo
e il malinconico iracondo
si china all’idolatria
del tuo fuoco, non nascondo:
sfiderei l’inferno,
annienterei eresia,
farei tremare l’averno,
indicibile pazzia.

Ma... nuvole? In pieno giorno?
Perché si appannano gli astri?
Perché bagnano diamanti cilestri
le tue guance in bacio piorno?
Lacrime in alabastri
che ripetono la menzogna,
ti dicono lo scherno
che hai sperperato la tua vigna
gettando tutto all’esterno.


Ma... il seminatore in campagna
resta sempre a mani vuote
buttando tesori in vie ignote:
spini, cammino, terra e montagna,
così spreca la sua dote
nella speranza più accanita
della quale vive e sogna
che la sua morte sia vita
nel sangue sparso, anche sulla carogna.

Lille

Bambine che regalano scatole vuote...

Di scatole vuote
piene di parole vuote
è inondata la mia vita

Piccola bambina
il mio cuore scuote
il mio cuore si agita
il mio cuore lesina
la gioia, la allegria
cercando paranoico
pieno di pazzia
nelle scatole vuote
il rischio eroico
dell’amore vero
dell’amore stoico
dell’amore sincero
fatto non di favole
ma del ferro austero
del sacrificio reale
non del effimero
fiato mutevole
della fantasia
di scatole vuote
piene di parole vuote.

C’è una scatola
che quando la apro
l’anima mi strappa
baciandola
il suo dolce e aspro
cantare migratorio
di sirena e allodola
affilato avorio
nella mia anima
si inchioda
mi condanna
al purgatorio
di sentirti dire:
Ti amo più della mia stessa vita!

Bugiarda, bugiarda, bugiarda
strillano scoppiando
le mie lacrime
vomitano la beffarda
e crudele infedeltà
di soltanto trovare
scatole vuote
piene di parole vuote.

So di essere ingiusto
So di stare arrabbiato
perdonami
tutto questo e soltanto perché
ti amo
ti amo
ti amo.

Lille

Sarò?... Sarai?...

Sarò condannato ad amarti di meno
perché non posso le tue labbra baciare?
Sarò condannato ad estirpare
come furibondo energumeno
il tuo volto sereno
germoglio crepuscolare
tramonto dei miei sguardi
come vile veleno?

Sarai per me soltanto un baleno
lampo fugace nei miei ricordi
sconvolto inferno nel quale ardi
vittima brutale dell’alieno
strillare dei vegliardi:
«distrugge il sentimento osceno!»?

Dovrò spogliarmi del manto
di stringerti al mio peto?
Dovrò bere l’aceto
di non cantarti il mio canto?
La tua mano piccina
sarà per me sempre un divieto?
Non potrò mai asciugare il pianto
della mia piccola bambina?
Occulterò sempre la faccia più genuina
del mio spirito affranto?

Signore, se tu sei giusto
so che arriverà il giorno
nel quale il tuo augusto
amore farà ritorno
e non piangerò più
perché sarò consolato
mi strapperai di quaggiù
e di amore sarò inebriato
lei sarà mia
perché nella tua agonia
il tuo sangue è riscatto
generoso che vuole regalare
l’insondabile allegria
l’indicibile pazzia
di amare, amare e amare.

Lille Søren