Tuesday, October 30, 2007

La bella addormentata

Bimba bizzosa che giochi soddisfatta
nel piccolo giardino della tua vita
tutto ti dice «mia favorita»
tutto ti dice «mia amata»

Nemmeno sogni di domandarti
che c’è oltre le mura
non hai assaggiato ne vertigine ne paura
giochi ancora beata
senza voler affacciarti
all’estremità sconfinata
di guardare l’infinito
di ascoltare l’inaudito
canto e la voce avvelenata
di sirene lussuriose
che distruggono il mito
dei parchi incantati
della vita senza rischio.

Fa attenzione!, perché gira accanito
lo gnomo col suo vischio
e la sua iraconda fissazione
di contegno avvilito
di farti cascare in tentazione
di svegliarti a ciò che hai proscritto
d’iniziarti al dispotico volare assoluto
di essere libera
di sentire l’acuto
canto di ogni cosa nell’effimera
scintilla della sua esistenza
lampo di essere incompiuto
miscuglio di realtà e parvenza.

Fa attenzione! non è possibile il pentimento.
Se abbandoni il nido
dovrai estirpare la nostalgia
dovrai estirpare l’argento
delle tue sicurezze
sempre in agonia
paranoia del continuo scommettere
strappare eterno dell’armento
di tutto ciò che ti è famigliare
di tutto ciò nel quale
non potrai mai più sostare.

Bimba bizzosa che giochi soddisfatta
nel piccolo giardino della tua vita
tutto ti dice «mia favorita»
tutto ti dice «mia amata»
pondera bene il rischio
e fa la tua giocata.

Lille Søren

Tuesday, December 13, 2005

Naufrago e Sirena

Dopo di aver tutto distrutto
dopo di aver tutto a te consacrato
dopo di avermi di tutto svuotato
non sento più l’acuto
suono del tuo canto
sirena
soltanto trascino la crudele catena
l’infausto pianto
la beffarda umiliazione
che mi copre col suo manto
schiacciandomi la schiena
fregando il mio volto affranto
nella putrida, oscena
derisione
di essere vittima dell’incanto
fedifrago
delle tue parole stregate
che in scherno trasformate
mi dicono impietose
naufrago, naufrago, naufrago.

Chi credevi di essere?
ridicolo marinaio!
apprendista di Ulisse
Stupido! ti sei messo nel guaio
di sentire il mio gorgheggio
hai commesso il sacrilegio
di fidarmi la tua nave
di darmi la chiave
del tuo intimo germoglio
Hai annientato tutto nello scoglio
di ciò che veramente sono?
Povero buffone!
condannato all’infinito cordoglio
di essere innamorato
di una sirena
di trascinare la catena
che grida, urla, strilla
naufrago, naufrago, naufrago.

Lille

Friday, November 25, 2005

Amore impotente.

Per amare si deve saper amare
essendo incapace di guarire chi si ama,
essendo impotente, il cuore brama,
tramonta l'anima nel suo adombrare.

Perfino Dio non può entrare
se colui che cerca e chiama
i germogli di sé dirama
invito divino che vuole affiorare

Di che hai paura?
dolce bambina,
la verità è sempre cristallina,
libera il tuo cuore dalla clausura!!!

Non devi rinunciare all'avventura
mia piccola regina,
di guardare la tua faccia più genuina,
d’inebriare l’aria nella tua fioritura!!!

Mi hai fatto male!!!
le tue labbra si lagnano,
hai voluto entrare nel mio scrigno arcano
da brigante, da canaglia brutale!!!

Perdonami, devo essere leale,
di ciò che vedo non sono capitano
non piangere, non posso mentirti, è in vano
questa è la mia condanna abissale.

Questa é la mia infausta sentenza,
andare solo nella vita,
trascinando la pena infinita,
d’amare schiacciato dalla impotenza
di nutrire chi amo nella sapienza,
della distruzione più accanita
di ogni egoismo, partorendo uscita
dal bestiale inferno dell’autocoscienza.

Ma, forse tale è il tuo destino
dottoressa, musa e redentrice
piagata bimba che guarisce
offrendo il cuore nel vespertino
olocausto dell’Io, generoso vino
stordente calice
balsamo soave, nuova Beatrice
del mio Dante mendicante e peregrino.

Lille

Occhi che ridono

Universo in due soli è il tuo volto,
nasce dal tuo sorriso l’aurora,
ogni cosa delle tue scintille s’irrora,
ogni cosa è implorante del raccolto
della tua luce e tutto sfiora,
ogni cosa nei tuoi occhi bramando avvia
la redenzione del cosmo sconvolto,
allora nasce la magia,
allora il buio si è sciolto.

Scoppia torrenziale l’allegria
di sentire illuminato il mondo
e il malinconico iracondo
si china all’idolatria
del tuo fuoco, non nascondo:
sfiderei l’inferno,
annienterei eresia,
farei tremare l’averno,
indicibile pazzia.

Ma... nuvole? In pieno giorno?
Perché si appannano gli astri?
Perché bagnano diamanti cilestri
le tue guance in bacio piorno?
Lacrime in alabastri
che ripetono la menzogna,
ti dicono lo scherno
che hai sperperato la tua vigna
gettando tutto all’esterno.


Ma... il seminatore in campagna
resta sempre a mani vuote
buttando tesori in vie ignote:
spini, cammino, terra e montagna,
così spreca la sua dote
nella speranza più accanita
della quale vive e sogna
che la sua morte sia vita
nel sangue sparso, anche sulla carogna.

Lille

Bambine che regalano scatole vuote...

Di scatole vuote
piene di parole vuote
è inondata la mia vita

Piccola bambina
il mio cuore scuote
il mio cuore si agita
il mio cuore lesina
la gioia, la allegria
cercando paranoico
pieno di pazzia
nelle scatole vuote
il rischio eroico
dell’amore vero
dell’amore stoico
dell’amore sincero
fatto non di favole
ma del ferro austero
del sacrificio reale
non del effimero
fiato mutevole
della fantasia
di scatole vuote
piene di parole vuote.

C’è una scatola
che quando la apro
l’anima mi strappa
baciandola
il suo dolce e aspro
cantare migratorio
di sirena e allodola
affilato avorio
nella mia anima
si inchioda
mi condanna
al purgatorio
di sentirti dire:
Ti amo più della mia stessa vita!

Bugiarda, bugiarda, bugiarda
strillano scoppiando
le mie lacrime
vomitano la beffarda
e crudele infedeltà
di soltanto trovare
scatole vuote
piene di parole vuote.

So di essere ingiusto
So di stare arrabbiato
perdonami
tutto questo e soltanto perché
ti amo
ti amo
ti amo.

Lille

Sarò?... Sarai?...

Sarò condannato ad amarti di meno
perché non posso le tue labbra baciare?
Sarò condannato ad estirpare
come furibondo energumeno
il tuo volto sereno
germoglio crepuscolare
tramonto dei miei sguardi
come vile veleno?

Sarai per me soltanto un baleno
lampo fugace nei miei ricordi
sconvolto inferno nel quale ardi
vittima brutale dell’alieno
strillare dei vegliardi:
«distrugge il sentimento osceno!»?

Dovrò spogliarmi del manto
di stringerti al mio peto?
Dovrò bere l’aceto
di non cantarti il mio canto?
La tua mano piccina
sarà per me sempre un divieto?
Non potrò mai asciugare il pianto
della mia piccola bambina?
Occulterò sempre la faccia più genuina
del mio spirito affranto?

Signore, se tu sei giusto
so che arriverà il giorno
nel quale il tuo augusto
amore farà ritorno
e non piangerò più
perché sarò consolato
mi strapperai di quaggiù
e di amore sarò inebriato
lei sarà mia
perché nella tua agonia
il tuo sangue è riscatto
generoso che vuole regalare
l’insondabile allegria
l’indicibile pazzia
di amare, amare e amare.

Lille Søren